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martedì 21 febbraio 2017

VERTENZA SKY: INCONTRO ALL'ASSESSORATO AL LAVORO

INFORMATIVA

Questo pomeriggio presso l'assessorato al lavoro alla presenza dell'assessore Virginia Mura, le segreterie Slc-Cgl, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil insieme alle Rsu hanno esposto i dubbi sulle prospetive di lavoro presso il sito di Sestu.
Da un mese a questa parte l'azienda della quale facciamo parte ha deciso di portare avanti un riassetto organizzativo che prevede esuberi e trasferimenti e riguarda le tre sedi Milano, Roma e Cagliari.
Nella nostra sede infatti 7 lavoratori facenti parte della Control Room è previsto che siano trasferiti a Milano. Un impatto solo in apparenza marginale ma che riguarda ciò che è per noi il cuore della nostra attività!
Ci si chiede a che scopo spostare questi lavoratori a Milano? La mera dichiarazione dell'azienda di volerli avvicinare al fulcro dell'azienda non ci soddisfa.
Da qualche anno a questa parte abbiamo infatti assistito a quello che a nostro parere è apparso come una progressivo disinvestimento da parte di Sky verso il sito di Cagliari, in termini di mancanza di formazione, di esternalizzazione delle attività pregiate e mancanza di innovazione legate alle nuove tecnologie del Customer come ad esempio le web chat e mail.
Come Fistel-Cisl abbiamo sottolineato il timore sempre più forte sentito dai lavoratori e dimostrato con l'ultimo sciopero, che si stia andando verso un processo di impoverimento e esternalizzazione del Customer Care e che ci ha spinti ha chiedere l'appoggio delle istituzioni e dell'assessorato. Nel caso che i dubbi vengano confermati le future ricadute occupazionali e sociali sarebbero pesantissime nel nostro territorio già fortemente provato da anni di crisi economica.
Per questo vorremmo che Sky sia consapevole della propria responsabilità sociale e che possa aprire un dialogo che permetta di rilanciare le sorti del nostro sito.
A tal proposito l'assessore Virginia Mura che ha bene inteso le difficoltà che sono state prospettate, si è detta disponibile a prendersi carico delle istanze e a coinvolgere la presidenza della Regione.
Inoltre si è impegnata chiedere all'azienda la disponibilità nel creare un dialogo costruttivo che possa portare ad un nuovo piano di rilancio del sito di Sestu , grazie a politiche attive e strumenti formativi che possono essere cofinanziati dal fondo sociale europeo.

La Segreteria Regionale Fistel-Cisl e il delegato Alessio Vacca

giovedì 19 gennaio 2017

COMUNICATO STAMPA SU SKY

Le notizie che da ieri occupano tutti i principali media italiani sono arrivate con grandissima preoccupazione anche in Sardegna.

Sky Italia comunica la chiusura della Sede capitolina nonché dei trasferimenti verso Milano che oltre ad essere traumatici per le persone coinvolte, farà pagare un prezzo altissimo anche in termini di esuberi e livelli occupazionali: si annunciano 120 licenziamenti a Roma e 80 a Milano. Altri 300 trasferimenti sono previsti da Roma a Milano e, per la prima volta, 10 persone da Cagliari a Milano.

Qualche anno fa il sito di Sestu contava oltre 1200 dipendenti a tempo indeterminato. Oggi, tra dimissioni volontarie non sostituite e spostamenti verso altre sedi, i dipendenti sono scesi al di sotto delle 1000 persone.

Davanti a questo precipitare degli eventi sarebbe irresponsabile non considerare il Contact Center di Sestu (un tempo uno dei più importanti d’Europa) come la probabile prossima vittima designata dei piani di riorganizzazione aziendale.

Gli sfavillanti grattacieli Milanesi costruiti ad hoc da Sky negli ultimi anni, sono capienti ed attrezzati per tutte le attività. Non possiamo dire altrettanto della sede sarda.

Le figure di management e coordinamento rivestite da professionalità locali sono state sostituite da altre provenienti dalla sede Milanese. Ancora più allarmante, nonostante le recenti denunce sollevate dai Sindacati sui quotidiani locali, è il costante spostamento di attività verso gli outsourcer, spesso extraeuropei.

Il grido di allarme dei sindacati, nonostante le tiepide rassicurazioni fornite da Zappia solo nel mese di settembre, era purtroppo più che fondato.

Le dichiarazioni di ieri, al di là dei numeri iniziali (comunque gravissimi) che colpiscono la Sardegna, sdoganano un metodo che possiamo leggere solo in un modo: nessuno, nei 3 territori delle sedi Sky, Cagliari, Roma e Milano, può dormire sonni tranquilli.
Ricordiamo che di questi posti di lavoro oltre l’80% sono stati creati negli anni tra il 2003 e il 2004 proprio a fronte di grandi investimenti e incentivi pubblici sotto forma di sgravi fiscali e contratti agevolati (l’allora Contratto di Formazione Lavoro) che fa di questa realtà produttiva un patrimonio di tutti i sardi e una delle poche boccate di ossigeno che ancora resistono nel nostro territorio.

Come Segreterie regionali SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL, esprimiamo la più ferma contrarietà verso la drastica soluzione ipotizzata dalla dirigenza SKY. Rappresentiamo la medesima preoccupazione che in queste ore sta caratterizzando la vita dei lavoratori Sky della Capitale.

Allo stesso modo, rinnoviamo l’allarme sociale verso una situazione che ormai è divenuta concreta e imminente: quali speranze hanno i mille lavoratori sardi di Sky se all’azione dei sindacati la politica non fornirà il doveroso supporto? Per questo motivo, senza attendere oltre, chiediamo l’immediato intervento congiunto della Regione Sardegna, del Sindaco Zedda e delle massime autorità prefettizie e territoriali, chiamate alla salvaguardia dei quasi mille posti di lavoro.


Le Segreterie Regionali SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL

sabato 25 luglio 2015

NOTA INFORMATIVA SU SKY

Pubblichiamo la nota del nostro delegato Sky Alessio Vacca sull’incontro di mercoledì 22

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CA 24/07/2015

NOTA INFORMATIVA FISTEL-CISL


Presso la sede di Sky Italia Network Service a Sestu, si sono incontrate iil giorno 22 c.m. le Segreterie Territoriali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil unitariamente alle RSU del Call Center di Sestu e i responsabili dell'azienda.

L'incontro si è svolto su due principali argomenti, il ritorno del Teleselling sotto la direzione CRM e Vocal Order.

L’azienda, nella sua esposizione, conferma che dal 01/07/2015 tutto il comparto Teleselling (outbound , inbound e operation) torna sotto la direzione Customer Care, ma non ha dettagliato il progetto e gli obiettivi finali di questa modifica organizzativa (ricadente, sempre secondo l’azienda, su lavoratori già all’interno di Sky Italia Network Service), limitandosi ad affermare che viene  ritenuta necessaria per allineare l’attività svolta da Teleselling alle attività proprie dei call center (es. outbound), avvalendosi a questo punto di quelle che relativamente ai call center sono le norme contenute del CCNL e di quelle che potrebbero arrivare dal Jobs Act.
Al momento l’azienda ha tenuto a precisare che nessuna modifica è prevista nell’immediato per quanto riguarda l’attività lavorativa e che la riorganizzazione porterà ad un allargamento della platea interessata dalla job rotation e quindi a migliori sinergie e opportunità. Non è escluso il ricorso ad una regia unica.

Dal punto di vista sindacale, la Fistel-Cisl ha manifestato l’urgenza e la necessità di prendere  visione dell’intero progetto per esplorare le possibili ricadute per i lavoratori. Infatti i dubbi rimasti sono tanti a partire dalle ricadute inquadramentali e quali saranno gli accordi già in essere che saranno applicati ai lavoratori interessati. Le scarne indicazioni rilasciate dall’azienda aprono a tanti scenari che potrebbero impattare in maniera importante su ritmi lavorativi, flessibilità oraria, conciliazione vita-lavoro e controlli individuali solo per citare alcune norme riferibili espressamente ai call center contenuti nel CCNL e nei decreti del Jobs Act.
Auspichiamo che eventuali strade che portino a modiche dell’attività lavorativa sappiano trovare la giusta coniugazione delle rispettive esigenze in un percorso condiviso dall’azienda con tutte le Organizzazioni Sindacali.

In coda all’incontro le OO.SS. hanno esposto ancora una volta le difficoltà che hanno i lavoratori ad usufruire dei normali istituti contrattuali come le ferie e le rol unitamente all’introduzione di un capitolo welfare che renda migliore la conciliazione vita-lavoro e riduca il problema diffuso nei call center circa lo stress lavoro-correlato.
Al riguardo prendiamo atto che da mesi si cerca di aprire una trattiva tra le Rsu e l’Azienda ma purtroppo, nonostante la disponibilità di ambe le parti, questa ancora non riesce a decollare.

Per correttezza preferiamo lasciare alle Rsu, titolari della trattativa, la spiegazione ai lavoratori di questo ritardo.

Come Fistel-Cisl siamo, come sempre, a disposizione con tutta la nostra struttura per qualsiasi ulteriore assistenza o informazione possa necessitare alle lavoratrici ed ai lavoratori di Sky Italia Network Service.


                                                                                                           Alessio Vacca
                                                                                    Delegato Fistel-CISL per Sky Italia N.S.

                                                                                                          Cell. 340.907.6182

martedì 1 ottobre 2013

UN PATRIMONIO DI CERVELLI NEI CALL CENTER

Pubblichiamo questo articolo del quotidiano Avvenire:


Da Cagliari Mario Girau
La Sardegna non è solamente l’isola dei cassintegrati e degli ammortizzatori sociali - richiesti da gennaio a settembre da ben 1987 aziende che hanno dichiarato lo stato di crisi – ma anche del precariato. Nel pubblico e nel privato supera oltre 100mila lavoratori.  Alla Regione, secondo i sindacati, ci sarebbero quasi 2.000 precari. Altri 371 nei Centri servizi lavoro; 850 impiegati nel variegato pianeta dei beni culturali; 250 si dedicano al benessere animale. Circa 2.000 operano nella sanità pubblica e privata, 3.000 nella scuola, 2.100 nell’Ente Foreste. “Aspettiamo di vedere – dice il Segretario Generale Cisl Sardegna, Oriana Putzolu – su quante risorse potrà contare l’isola per ridurre nel pubblico impiego il fenomeno del lavoro flessibile, che registra una pubblica amministrazione che sempre più esternalizza quote importanti delle proprie funzioni”.

Precariato nel privato significa contratti a tempo determinato. Una marea nel secondo trimestre di quest’anno. Su 4.246 lavoratori avviati, il settore agricoltura e pesca ne ha registrati 4.125 a tempo determinato e soltanto 101 a tempo indeterminato. Nel settore delle costruzioni rispettivamente 2.887 e 1.869. Nei servizi alle imprese su un totale di 10.395 avviati, ben 8453 hanno un contratto a tempo. Complessivamente nel secondo trimestre 2013 sono stati avviati 76.393 lavoratori, di cui quasi 56mila a tempo determinato. I saldi occupazionali (lavoratori avviati – lavoratori cessati) sono negativi nel settore delle costruzioni, della pubblica amministrazione, nella sanità e nella pubblica istruzione.

Per il momento sembra stabilizzarsi l’occupazione nei call center, dove la Sardegna registra una interessante presenza a livello nazionale per i suoi quasi 10 mila addetti. “Nelle grandi aziende del settore – dicono Valeria Picciau e Gimmi Uda della Fistel Cisl – si marcia con contratti a tempo indeterminato”. Contratti non particolarmente ricchi: 600 euro per 20 ore settimanali, 950 euro full time di 40 ore. “Meglio questo che niente – aggiunge Valeria Picciau – per una regione dove per molti lavoratori, diplomati e laureati, l’occupazione è un miraggio”. L’alta professionalità dei sardi, che in mancanza di alternative, hanno trasformato un lavoro temporaneo in definitivo e portato nell’isola numerosi call center: Sky  (1.200 addetti), Tiscali (600), Comdata (650 Cagliari e 250 Olbia), H3G (500), Stream (200), recentemente Amazon (100 ma in futuro alcune centinaia). “Gli incentivi statali e regionali costituiscono – dice Picciau – un buon attrattore per i call center. Molti, soprattutto in passato, venuti meno i contributi statali e regionali, sono andati via lasciando i lavoratori in mezzo alla strada”.